Coach to Coach – Mappe del Coaching: Intervista a Cinzia Costantino

Mappe del Coaching_Coach to Coach_Intervista_Copertina Cinzia Costantino

QUANDO IL COACHING DIVENTA CULTURA: LO SGUARDO HR SULLA LEADERSHIP CHE EVOLVE

Dialogo tra Emilia e Cinzia – tra cultura organizzativa, talenti e leadership che evolve: una conversazione sul ruolo del coaching nel mondo HR contemporaneo nella rubrica Coach to Coach – Mappe del Coaching
In questo nuovo incontro esploriamo lo sguardo di Cinzia Costantino, HR leader con un’esperienza solida nei contesti multinazionali e oggi Cluster HR Director per LDC Hotels Italy. La sua visione integra strategia, ascolto e consapevolezza: un approccio in cui il coaching non è un accessorio, ma una leva culturale potente per accompagnare talenti, manager e team nei processi di evoluzione. In questo dialogo approfondiamo come il coaching possa incidere sul talento, sulla leadership e sui momenti complessi della vita organizzativa, dall’M&A alle riorganizzazioni, fino alla crescita personale che ogni professionista porta con sé.
Qual è, secondo te, il vero potenziale del coaching nel talent management aziendale? In che modo può diventare uno strumento vivo per coltivare autenticità, leadership e crescita sostenibile?

Il coaching, integrato nel talent management, ha il potenziale di far evolvere la cultura di un’organizzazione. Non si tratta solo di sviluppare competenze tecniche, ma di accompagnare le persone verso una maggiore consapevolezza di sé, rafforzando autenticità, leadership e crescita sostenibile. Diventa un catalizzatore di evoluzione: aiuta i talenti a esprimersi pienamente e crea un ambiente dove confronto, responsabilità e apprendimento continuo sono parti naturali della quotidianità.

Hai mai sperimentato l’uso del coaching come ponte nelle relazioni sindacali? Cosa accade quando il dialogo si apre anche attraverso strumenti di ascolto evoluto?

Non mi è ancora capitato di applicare il coaching direttamente nelle relazioni sindacali, ma ritengo sia un terreno affascinante. Quando il dialogo si apre attraverso un ascolto evoluto, si può passare da dinamiche conflittuali a prospettive più collaborative. Il coaching aiuta a creare spazi di comprensione reciproca, dove le parti possono esplorare soluzioni fondate su fiducia e rispetto, anziché sulla contrapposizione.

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Qual è stata, tra le tante, l’esperienza più evolutiva che hai vissuto nell’applicare il coaching in azienda? Un episodio che ha lasciato un segno, professionale ma anche umano.

Ho visto un manager che, dopo un percorso di coaching, ha completamente cambiato il proprio stile di leadership: da direttivo a empatico e inclusivo. Questo cambiamento ha migliorato il clima aziendale, generando un impatto evidente su performance, engagement e collaborazione del team. È stato un esempio concreto di come il coaching sappia far evolvere non solo il professionista, ma la persona.

Come può il coaching accompagnare i processi complessi di M&A e riorganizzazione? Dove si può collocare lo spazio per consapevolezza e ricostruzione delle identità organizzative?

Nei processi di M&A e riorganizzazione, il coaching è un supporto essenziale. Offrendo uno spazio sicuro, permette alle persone di elaborare il cambiamento, comprendere il proprio ruolo nella nuova struttura e ritrovare motivazione e senso di appartenenza. Aiuta a preservare e ricostruire identità organizzative che rischiano di disperdersi nel processo.

Tra le competenze del coaching, quali senti più essenziali per un HR manager oggi? E quali ti guidano ogni giorno nel tuo ruolo?

Ritengo fondamentali l’ascolto profondo, la capacità di porre domande potenti e l’abilità di sostenere il cambiamento senza imporre soluzioni. In un mondo del lavoro in continua evoluzione, queste competenze supportano la costruzione di contesti sani, nei quali le persone si sentono valorizzate e accompagnate nel proprio sviluppo.

In che modo hai visto evolvere il coaching all’interno del mondo HR negli ultimi anni? Cosa è cambiato nello sguardo, nelle domande, nei bisogni?

Il coaching è passato da una logica tecnica a una visione sistemica. Le domande non riguardano più solo la performance, ma anche benessere, equilibrio e crescita sostenibile. C’è una maggiore attenzione alla persona, alla sua identità e alle sue motivazioni profonde.

Quali resistenze o sfide incontri quando provi a portare la cultura del coaching ai manager? E cosa funziona davvero per superarle?

Le resistenze emergono spesso in chi teme di perdere controllo o di non avere tempo per un approccio riflessivo. Funziona molto dimostrare, con impatti concreti, come il coaching contribuisca a migliorare leadership, clima e risultati. L’evidenza dei benefici è più persuasiva di qualsiasi teoria.

Quali risultati tangibili hai osservato nelle persone o nei team dopo un percorso di coaching? Ci racconti un impatto concreto?

Ho osservato team più coesi, manager più consapevoli e una maggiore capacità collettiva di affrontare situazioni complesse. Molti professionisti hanno ritrovato motivazione e potenziale grazie al coaching, con ricadute positive su performance, autonomia e responsabilità..

Cosa diresti a un HR che ancora oggi guarda al coaching con scetticismo? Quale verità proveresti a condividere?

Direi di provarlo. Non c’è modo più efficace per comprenderne il valore. Il coaching apre nuove prospettive e mostra effetti immediati sulla qualità del lavoro, delle relazioni e delle decisioni.

Che cosa significa per te essere oggi un HR leader con approccio coach? Come si conciliano visione, strategia e cura delle persone?

Essere un HR leader con approccio coach significa integrare strategia e cura, visione e ascolto. Significa accompagnare l’azienda nei processi evolutivi senza perdere mai di vista la dimensione umana che li rende possibili.

Hai assunto il ruolo di Cluster HR Director per LDC Hotels Italy, quale nuova direzione vuoi dare alla tua leadership? Quali domande guida ti accompagnano?

Vedo questo ruolo come un’opportunità per rafforzare la cultura aziendale e coltivare i talenti del mio team. Porto un approccio inclusivo in un contesto per me nuovo, valorizzando coinvolgimento, ascolto e responsabilità diffusa. Le domande che mi guidano sono: come posso contribuire? Quali sono i miei limiti? Come posso sviluppare strategie HR che sostengano sia il business sia il benessere delle persone? Le risposte arriveranno nel tempo: mi accompagna una mente aperta.

CHI È CINZIA COSTANTINO: MAPPA DEL COACH

Cinzia Costantino
(nella foto a destra)

Cluster HR Director – LDC Hotels Italy

Cluster HR Director – LDC Hotels Italy HR Manager con esperienza pluriennale nella gestione strategica delle risorse umane in contesti multinazionali, Cinzia unisce uno sguardo organizzativo solido a un approccio profondamente umano alla leadership. Si occupa di organizzazione aziendale, sviluppo manageriale, normativa del lavoro e gestione delle relazioni sindacali, con una sensibilità orientata alla crescita sostenibile delle persone e dei sistemi. La sua esperienza spazia dalla gestione delle integrazioni post-M&A alla supervisione dei processi HR end-to-end: recruiting, onboarding, formazione, performance management, C&B e ottimizzazione dei processi. Ha maturato competenze avanzate nella negoziazione e nella gestione delle relazioni complesse, guidata da un forte senso di equità, responsabilità e consapevolezza situazionale. Nel suo percorso professionale ha accompagnato team e manager in fasi di cambiamento profondo, sostenendo lo sviluppo dei talenti e favorendo stili di leadership più inclusivi, evoluti e consapevoli. Il coaching è per lei uno strumento fondamentale per creare spazi di ascolto, dialogo e crescita: un modo concreto per rendere il lavoro in un’esperienza di sviluppo personale e organizzativo.

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